PB 
04-15-2006
04:25 PM ET (US)
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. HO SCRITTO LA RISPOSTA SEGUENTE A MILENA. PENSO CHE POSSA INTERESSARE TUTTI. -- P. Milena ha scritto il (Sat, 15 Apr 2006 11:21:07 +0200): ___________________________________________________ >da 2 giorni non mi riesco a collegare con il suo sito... infatti, il server dell'Uniroma3 è guasto. ma sulla prima pagina del mio sito (forse non avevi notato) ho messo cosa fare quando il sito universitario non funziona. Cioè se non funziona www.boylan.it puoi usare patrick.boylan.it (patrick al posto di www) Si tratta di un sito "doppione" su un server privato (quindi, ahimé, con uno striscione per la pubblicità, ma almeno non pago). >cqm le volevo fare una domanda forse anche scontata: >si può portare almeno il vocabolario monolingua >all'esonero del 21 aprile? niente vocabolari e -- come puoi ben immaginare -- niente foglietti o trucchi vari. su questo secondo punto sono esigente (ma ormai l'avrai capito). chi imbroglia manda l'esame a monte per tutti. tutti a casa e ci vediamo a giugno per il bis. (e se a giugno qualcuno riprova a fare il furbo, rimando tutti ad ottobre, ecc.) dico tutti perché tutti sono responsabili per tutti. io non voglio dover fare il poliziotto, non mi fate fare questo ruolo!. a mantenere l'ordine e una parvenza di decenza siete responsabili voi. non è giusto? sarà, ma è così. quindi parlate tra di voi, mettetevi d'accordo TUTTI di non provare a fare furbizie. come avete imparato (più o meno) a dire "Be quiet" or "Shut up" per fermare le chiacchiere durante la lezione, ora dovete imparare a dire "Se non metti via quel foglietto SUBITO ti faccio un c_ _ _ così all'uscita perché ci stai mettendo nei guai tutti". ma torniamo alla tua domanda sull'uso del vocabolario. io dico "niente vocabolari" perché in una conversazione nella vita reale, tu non hai il tempo per tirare fuori un vocabolario perché se lo fai rallenti troppo la conversazione. quindi voglio che tu provi ad arrangiarti con quello che sai. probabilmente questa risposta non ti soddisfa e ti vengono in mente tante domane. vediamone. DOMANDE E RISPOSTE PER DIMINUIRE L'INQUIETUDINE DAVANTI ALL'ESAME Domanda: Cosa devi fare se non ti ricordi l'ortografia della parola e non hai un vocabolario? Risposta: Fregartene. mica sarai punita per errori d'ortografia. io ne faccio tante. Domanda: ma cosa bisogna fare se non ti ricordi una parola? Risposta: usare una perifrasi (un giro di parole per dire l'idea) o un sinonimo o un iperonimo (una parola più generale). ESEMPIO: se vuoi dire "illuminazione" nel senso di "una idea che ti viene ad un tratto" ma non ti ricordi la parola in inglese (che sarebbe, del resto, "illumination"), allora scrivere "I had a sudden idea" (perifrasi) oppure "I had a thought that came to me suddenly" (perifrasi) oppure "I had a flash" (sinonimo) oppure semplicemente "I had an idea" e basta (iperonimo, perché "illuminazione" e "flash" fanno parte della categoria generale "idea"... certo, perdi la sfumatura di immediatezza ma almeno non ti blocchi e puoi continuare a scrivere.) Comunque Milena, la tua email mi dà l'impressione che la gente comincia ad innervosirsi per questo rituale arbitrario che si chiama "esame". Tempo perso. Dico a te come dico ai tuoi compagni: Rilassatevi, vi prego. Pensate a fare bene quello che rimane delle attività, non l'esame (che vale solo la metà dei punti guadagnati con le attività). Domanda: Se uno va male all'esame? Risposta: E chi se ne frega. Io certamente no, non giudico mai una persona sulla base di un rituale necessariamente arbitrario come un esame, io la giudico in base ai rapporti che abbiamo, alle attività che fa, ecc. ecc. "Sì -- mi si potrebbe rispondere -- ma a me frega assai perché io voglio tanti bei punti per avere un bel voto alto alto, così la mamma mi regala un Rolex." Beh, rispondo io, ragioni male. Di' alla mamma di tenerselo, il suo Rolex, perché tu studi per impari le cose per poter agire meglio nel mondo (nel nostro caso, usando le lingue), non studi mica per i voti. Soprattutto per i voti che possono essere tanti o pochi all'esame, in base a tanti fattori casuali, come il tipo di domanda che per caso va bene o non va bene, tipo un buco di memoria che fa scrivere poco o niente, tipo il modo di correggere del docente che dà voti alti se quel giorno è di buon umore e voti bassi se è di cattivo umore e vede le cose in nero, tipo... insomma mi fermo qui. tu sai queste cose. no? e ancora ci credi ai voti? e ancora ti preoccupa un esame??? per favore!!! "Ma -- potresti obiettare -- ma l'esame conta perché mica voglio essere bocciato" altolà! sai benissimo che se frequenti e fai le attività decentemente guadagni abbastanza punti automaticamente per non essere bocciati. quindi l'argomento non regge. "Però -- potresti insistere -- vorrei anche un voto alto perché conta tanto per cercare un posto di lavoro!" Balle. A meno che tu non abbia una media di quasi 29 perché in questo caso allora sì, potresti preoccuparti per un voto di almeno 29. Perché aggiungendo il 29 alla tua media finirai gli studi con 104 o 105 punti e così sarà possible, con una tesi che ti da altri 5 o 6 punti, arrivare ad un 110 alla laurea. E un 110 conta per i datatori di lavoro, perché l'interpretano come segno che lo studente è uno che fila dritto e non fa storie e fa quello che dicono i programmi e le autorità -- e persone così sono proprie gli impiegati modello che vogliono i padroni. Ma se non hai una media di quasi 29, se ti laurei con 103 o 97 o 106 o 99 ecc., non fa alcuna differenza, per i datori di lavoro sei una laureata come gli altri e basta. (Unica eccezione: per insegnare alla scuola, in qualche concorso hai un punto in più se ti laurei con almeno 105, ma solo in questi casi.) Comunque, ripeto, nel mondo del lavoro, non ha nessun importanza se hai una laurea con 103 o 106 o quello che è. E mai e poi mai -- proprio assolutamente mai -- un datore di lavoro non cercherà di vedere quello che hai preso all'esame d'inglese del terzo anno -- o qualsiasi altro esame. Se ne frega altamente. S'interessa al voto finale della laurea. Punto. E per quanto riguarda la tua conoscenza delle lingue, sa quanto vale un bel voto in lingue dal sistema universitario italianao. Non gli basta. Siccome vuole gente che sappia davvero le lingue, considera la laurea in lingue solo un attestato che non sei analfabeta, non importa i voti presi in questa annualità o quell'altra; quindi vuole qualcosa in più della laurea, una dimostrazione pratica, tipo lavori già svolti con successo. I "bei" voti che hai preso lasciano il tempo che trova. Quindi non importa che voto prendi a questo esame ai fini del dopo laurea (a meno di non voler intraprendere una carriera universitaria e non te lo consiglio). E quindi cade anche questa scusa per preoccuparti del risultato. "Sì, sì, sì, ok, ok, PERO'... -- potresti ribadire -- "però c'è in ballo il Rolex che mi ha promesso la mamma! Non la posso deludere, la mamma!" Beh -- rispondo io -- al posto tuo saprei dire alla mamma dove ficcare quel Rolex. Non lasciarti intimidire o ricattare dalla famiglia o dalle tradizioni. Le istituzioni scolastiche vogliono che tu dia tanta importanza agli esami proprio perché sanno che sono necessariamente atti in gran parte arbitrari e quindi li devono coprire di sacralità. Ma ragioniamo un momento: chi mai può definire "quanto inglese" e "quale inglese" bisogna sapere per avere un "bel voto" ad un esame d'inglese del terzo anno? Il framework europeo (B2, C1...)? No, perché è troppo generico e comunque non dà indicazioni sui contenuti dei moduli. Se frequenti La Sapienza all'esame d'inglese terzo anno ti chiedono certe cose, se frequenti Tor Vergata o Pio V ti chiedono altre; quello che io ti chiedo non trovi in nessun'altra università in Italia, solo in quelle dell'Europa del nord. Ma tutte e tre le università romane e tutte le università europee pretendono che il LORO esame d'inglese dimostra inequivocabilmente ciò che bisogna assolutamente sapere. Quindi tutte raccontano balle. E questo vale anche per il mio esame. Quello che sembra preoccuparti. L'unica regola è la tua serietà. Se non sei seria, allora hai diritto di temere. Anzi, DEVI temere. Ma mica l'esame. Devi temere LA VITA perché, se sei una persona poca seria, sarai impreparata per essa. Sarai impreparata in inglese come in tutte le cose che un datore di lavoro vorrà da te. Magari pensi di saperti arrangiare comunque. E può darsi. Ma fino a 30 o 40 anni. Non di più. E dopo? Che farai se non avrai strumenti (come il possesso CONSAPEVOLE di una lingua come l'inglese) con cui guadagnare a vivere? Quindi se tu sei una persona seria, vuol dire che studi per imparare, perché vuoi avere una capacità di agire nel mondo (usando l'inglese, nel caso della nostra disciplina). Ma NON studi per "brillare" ad un esame. E tanto meno per un voto. Quindi se tu sei una persona seria, sai giudicare te stessa, non hai bisogno di un atto arbitrario come l'esame. Sai da sola se hai imparato davvero qualcosa dal corso, qualcosa che ti dia una presa sul mondo. Se senti questo, benissimo! Basta e avanza. Sei a posto. Il tuo "bel voto", dunque, sarà, grazie al nostro corso, la tua accresciuta comprensione (ammesso che sia accresciuta) di temi come questi: cos'è l'inglese?, cosa vuol dire sapere l'inglese?, cosa vuol dire riuscire o non riuscire una comunicazione in inglese?, quali sono gli indizi linguistici e culturali che segnalano una incomprensione o invece un'intesa in una conversazione in inglese?, come descrivere il mondo linguistico-culturale di un interlocutore che usa l'inglese con te ma che non ha necessariamente gli schemi mentali del Gentleman inglese dei tuoi libri di testo scolastici?, come puoi piegare l'inglese standard o il General American per rendere meglio la tua idea con questo interlocutore?, cosa vuol dire tradurre "bene" un testo dall'inglese?, ecc. ecc. ecc. Insomma, il tuo bel voto sarà una migliore presa sul mondo (per quanto riguarda l'uso dell'inglese) se sai queste cose. Le sai? Meglio di 2 mesi fa? Benissimo: promossa. Ma bada bene, tu saprai di avere una accresciuta comprensione di questi temi non perché avrai scritto certe risposte sotto pressione a domande necessariamente arbitrarie durante un esame, ma perché saprai far leva sulla tua accresciuta comprensione della lingua inglese (quel tipo di comprensione che dà questo corso) riuscendo ad agire meglio in interazioni reali in lingua inglese. Quindi se vuoi sapere SIN DA ORA se hai "superato l'esame" o meno (parlo dell'unico esame che conta, quello che fai su te stessa), fermati un momento e rifletti. Valuta come interagivi in inglese due mesi fa, prima del corso, ed ora. Se è cambiato qualcosa in positivo sei promossa. Se è cambiato molto, sei promossa con lode. E basta. Per l'esame in aula e per il voto messo su un pezzo di carta, infischiatene. Per concludere, fai bene a studiare in questi giorni il testo di Clyne (per capire come si può descrivere, in termini linguistici e pragmatici e -- secondo lui -- culturali una interazione in inglese tra nativi e non nativi), il testo di Kistler and Konivuori (per sapere di più, ad es. nell'articolo di Müller-Jacquier, come la cultura si manifesta linguisticamente), il mio testo (per capire quanto valgono le "dimensioni culturali" per descrivere il gap comunicativo da colmare in incontri nativi/non-nativi). e fai bene a rivedere i Recap of Lessons sul nostro sito per capire come definire la comunicazione interculturale, come interpretare e risolvere un Critical Incident, come tradurre un testo comunicativamente, come realizzare un intento comunicativo italiano con modalità espressive (o anche una messa in scena) studiate per un pubblico Anglo, come giudicare il valore "scientifico" di una ricerca empirica sull'uso effettivo dell'inglese in incontri nativi/non-nativi, coma va scritto una ricerca scientifica in British Academic English sul piano formale, come partecipare in una academic discussion in inglese usando REPAIR SEQUENCE PHRASEOLOGY quando non capisci, e via discorrendo. Ma fai bene se studi queste cose per avere una migliore presa sul mondo (nell'usare l'inglese), capendo meglio questa lingua e come usarla. Mica per i voti. Spero di averti (vi) tranquillizzata. E prima di dimenticare: Buone festività! P . Edited 04-15-2006 04:49 PM
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Irene
04-14-2006
11:32 AM ET (US)
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Negli ultimi sviluppi ho dovuto usare davvero quella frase un po' "scioccante" con lui,visto che non era disposto a pagare la penale.
Siamo arrivati ad un compromesso: paga metà della penale e ci fa una lezione gratis. Mi sembra un buon risultato no?
Una cosa che ho notato nella parte "non tecnica" è stato il suo modo di essere di poche parole, rispetto al mio/nostro modo di essere prolissi e anche logorroici. Spesso rispondeva alle mie lunghe e-mail anche solo con una semplice frase sbrigativa, senza darmi risposte ad altre questioni. Questo mi irritava un po'.
Grazie per l'attenzione!
buon lavoro
Irene
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PB 
04-13-2006
06:51 PM ET (US)
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>What do you think about that situation?
Ciao Irene,
Ti rispondo in italiano, dal momento che hai il cervello fritto...
Anzitutto non chiamerei la "situation" un critical incident perché, almeno nel tuo racconto, non si vede uno scontro tra sistemi di valori (= culture) diversi, anche se tu sei una italiana "de Roma" e lui e un americano nero da Harlem. Disdire un impegno, essere costretto a pagare una penaltà, cercare di trattare per ridurre la penaltà, sono cose che succedono dappertutto in Occidente, dove abbiamo sviluppato il medesimo concetto di diritti contrattuali.
Quindi, nel usare termini come "impegno" e "penaltà" sia te sia il ballerino appartenete alla stessa cultura di diritto e, su quel piano, la vostra comunicazione non è interculturale. Se invece il tuo interlocutore fosse un boscimano nero dell'Africa australe, cultura che non ha sviluppato il concetto di obblighi pecuniari contrattuali, il vostro negoziato sarebbe in questo caso, anche soltanto sul piano dei contenuti, una comunicazione interculturale.
Ma tu ti stai lamentando di un diverbio all'interno di una medesima cultura mercantile sovrannazionale occidentale. Diverbio da risolvere con i classici metodi negoziali come quelli del Harvard Business School (vedi Roger Fischer, "Getting to Yes: Negotiation strategy").
Quello che poteva essere interculturale, invece, nella comunicazione tra te e il tuo ballerino è il modo in cui vi siete relazionati -- chiamiamola la parte "non tecnica" della vostra interazione. Mi riferisco agli ammiccamenti, al modo di esprimere disappunto, ecc. Il ballerino che hai nominato viene dal ghetto di Harlem? Bene, se guardi le dimensioni culturali di Beamer, vedrai -- forse! -- come egli vede il mondo e su quali piani è simile al tuo modo di vedere e su quali piani diverge. E lo stesso rispetto agli altri americani.
Ad esempio, lui avrà sicuramente un più forte sentimento di apparentenza ad una comunità di quanto non hanno gli americani WASP, ciò lo fa somigliare ad una Latina come te. Hai dunque una leva su cui spingere; puoi dire, ad esempio, "Yeah, but what would people back in Harlem say if they knew you couldn't keep your word? You don't want this out, do you?"
E così con gli altri valori che Beamer attribuisce agli afro-americani. Per esempio, l'uso dei modi diretti (non indiretti Latini) per comunicare qualcosa. Se per esempio, essendo Latina, tu hai usato una modalità comunicativa indiretta, probabilmente non ti sei fatta capire realmente o gli sei sembrata debole; mi riferisco a frasi come: "Listen, we accept to move the date to June but, you know, there are problems, even material problems, that we will have to resolve." Troppo allusivo!! Sarebbe stato invece molto più indicato dire: "Listen, we accept to move the date to June but it's gonna cost: are you ready to pay?" In Italiano una frase di questo tipo sarebbe scioccante, ma non nella cultura del tuo ballerino.
Naturalmente, stiamo parlando di stereotipi: magari lui è una anima particolarmente sensibile e quindi la prima frase sarebbe più indicata: devi sempre sondare il terreno per vedere se la persona corrisponde o meno allo stereotipo.
In bocca al lupo.
P
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Irene
04-13-2006
06:22 PM ET (US)
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. Hi, I'll write in Italian because it's too late for my brain to express itself well in English! Volevo raccontarle del critical incident che sto vivendo in questi giorni.. Le avevo scritto una volta, sul forum di lingue e comunicazione, chiedendole consigli su come mi sarei dovuta comportare con un insegnante americano di danza, proveniente da NYC, che doveva venire a fare uno stage presso la mia scuola di danza, scuola in cui sono l'assistente della mia insegnante - nonchè l'unica a parlare un po' di inglese-. Lei mi ha risposto spiegandomi alcuni punti fondamentali del corso di intercultural mediation, che poi, dopo qualche mese, ho iniziato a frequentare. Questo American boy, XXXXXX, doveva venire l'ultimo week-end di aprile, se non che qualche giorno fa mi ha chiamato la sua assistente, sempre da Broadway, continuando a ripetermi "he can't come, he can't come, he's on tour and they added two new dates which are during the days of the classes in Rome". Dopo averci porto le loro scuse e averci chiesto cosa intendevamo fare per gestire la situazione, è scattata per noi la ricerca di una soluzione...NOT EASY. ... Così, per cercare di risolvere il critical incident nel migliore dei modi, abbiamo (o meglio HO, tramite e-mail e qualche telefonata) cercato di spiegargli molto educatamente e gentilmente la situazione, i problemi a cui andavamo incontro, e l'aiuto che necessitavamo da parte loro. Loro ci hanno proposto di organizzare l'evento per un altro periodo, da concordare,e fortunatamente siamo riusciti a rimetterci d'accordo per giugno. Ma, ovviamente, i problemi da risolvere per NOI, restano in ogni caso.. Beh,il critical incident non è stato ancora risolto. Gli abbiamo chiesto di risarcirci almeno il costo del biglietto aereo, e di pagare la penale richiesta dall'agenzia. XXXXXX sta cercando di contrattare (con me!) per pagare solo la metà.. Non ho problemi a mantenere contatti con lui tramite e-mail, un po' più difficile per me è parlarci per telefono, la linea è sempre un po' disturbata e lo slang non è proprio il mio forte, ancor di più se non posso osservare il movimento delle labbra che pronunciano le parole. What do you think about that situation? Irene . Edited 04-13-2006 06:24 PM
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PB 
04-13-2006
06:45 AM ET (US)
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ciao laura, hai colto bene il senso ironico della battuta. ovviamente, il fare il comodo mio e NON rispettare le scadenze e poi chiamare questo "essere spontaneo" è sicuramente un atto di pura malafede. quindi sia ben chiaro: io non condivido questo atteggiamento perché trovo che sia solo un pretesto per calpestare i diritti degli altri, facendo il comodo proprio. ma qualcuno l'ha usato per giustificare le chiacchiere durante la lezioni: "Siamo innocenti, siamo solo spontanei", diceva. e da allora -- ho risposto, non so se mi hai sentito per via del brusio -- ogni volta che vengo meno ad un dovere in modo da poter fare i cavoli miei, adopererò questa giustificazione. per attirare l'attenzione di tutti -- rovesciando i termini (ora sono io chi infliggo a voi la mia spontaneità) -- la natura egoista di questo atteggiamento. infatti, la scusa della spontaneità è, secondo me, un modo soft per essere prepotente. aggiungo che -- in realtà -- mi dispiace di aver inviato le indicazioni così tardi. il motivo: varie commissioni in facoltà non previste oltre ai soliti compiti didattici, poi una seduta di tesi di laurea speciale per sanare un caso particolare, poi dovevo preparare la presentazione e il training che ho fatto in questi giorni... tutto insieme. una settimana di quelle. e avete visto: per fare bene le istruzioni ci vogliono ore d'impegno. Arriviamo poi al dunque. Scrivi: >soprattutto lei pensa che noi italiani siamo "spontanei" >in questo senso? >Le sto chiedendo delle chiarificazioni sulle sue parole, >perchè le ho interpretate come sarcastiche nei nostri confronti... non sto facendo di ogni erba una fascia e ti chiedo scusa se ti ho offesa come persona o come italiana. non penso che questa giustificazione sia tipica degli italiani. ma è tipica di un certo tipo di persona che in Italia, pur essendo una minoranza, si comporta con prepotenza come se fosse la maggioranza. queste persone non sarebbero poi un problema così grosso se non fosse per il fatto che molte altre persone (la cosidetta "maggioranza silenziosa") li lasicano fare, facendo da copertura morale (si fa per dire). se dico che le chiacchiere non mi vanno, sento rispondere: "è solo l'innocente spontaneità." copertura. vogliamo giocare a questo gioco? allora gioco anch'io... per farvi riflettere. concludo dicendo che faccio parte di diverse gruppi politici e sociali, tutti italianissimi, fatti di persone integre. che non cercano di fare i cavoli propri con giustificazioni del genere e che anzi combattano attivamente, nella società civile, chi lo fa, a partire da un tizio molto in alto. ripeto, sono tutti italiani e sono persone di cui ho la più alta stima e con cui mi trovo benissimo. vorrei che la maggioranza silenziosa sostenesse loro di più e che non offrisse più una copertura a chi giustifica il proprio comportamento egoista con la pretesa di essere spontaneo. Ciao e se hai da rispondere, non farti complimenti. p . Edited 04-13-2006 06:55 AM
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Laura
04-13-2006
05:38 AM ET (US)
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. Salve Mr Boylan, Le scrivo perchè penso di non aver capito l'intento di questa sua ultima e.mail. Lei dice [che ci manda le istruzioni per fare il Task 4 con un po' di ritardo: ma il ritardo è stato tanto, quindi alcuni di noi abbiamo già iniziato il lavoro seguendo criteri diversi. Dobbiamo buttare via tutto? Poi ci dice che nel mandare le istruzioni con 4 giorni di ritardo, Lei era solo "innocentemente spontaneo", cioè ha ripreso l'espressione di Erica.] allora mi scusi, penso di non aver capito cosa lei intende per "spontaneo".Essere spontaneo per lei significa non consegnare in tempo un lavoro o fornire quando è ormai troppo tardi delle "spiegazioni" sul modo in cui deve essere fatto? E soprattutto lei pensa che noi italiani siamo "spontanei" in questo senso? Le sto chiedendo delle chiarificazioni sulle sue parole, perchè le ho interpretate come sarcastiche nei nostri confronti...ho bisogno di capire cosa voleva intendere, e verificare se corrisponde a ciò che effettivamente ho capito. La mia domanda principale comunque consiste nel sapere se la scadenza del lavoro è il 24 aprile.La ringrazio!! a presto laura . Edited 04-13-2006 05:38 AM
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Deleted by topic administrator 04-13-2006 05:37 AM
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PB 
04-09-2006
03:47 PM ET (US)
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ciao pamela,
rispondo solo ora, stavo a convegno in questi giorni.
Hai scritto il / you wrote on (Fri, 7 Apr 2006 19:11:18 +0200): ___________________________________________________ >Sono Pamela 2 la vendetta, volevo comunicarle alcune cose: ho letto le >e- mail che ha mandato e ho visto il sito con le spiegazioni relative al >task3 che non ho capito se è veramente 3 o 4!
Si tratta del Task 4, come indicato nella rubrica sul sito web. La mia email era sbagliata.
>spiego la mia situazione. Mercoledì ho trascorso tutto il pomeriggio con >Elisabetta , a provare a individuare quel tipo di inglesi che lei >ha indicato tanto bene sul sito..... siamo andate nelle 2 librerie >indicate da lei nella lista, nella Lion Bookshop c'era solo la commessa >italiana, e alle 17,00 era completamente vuota, siamo andate nell'altra >che lei ha indicato ma era chiusa per inventario, e in un altro luogo da >lei indicato (ora non ricordo il nome) abbiamo trovato un negozio di >vestiti invece della libreria. Ammetto che poi ci siamo trovate davanti >1 delle chiese da lei indicate ma non ce la siamo sentite di entrare. Ci >siamo allora fermate a Trinità dei monti sulla scalinata, ma non abbiamo >trovato persone disponibili a conversare con noi perché quasi tutte >facevano parte di gruppi che hanno 5 minuti per riposarsi e poi devono >di nuovo seguire la guida che riprende a spiegare! Insomma è passa to un >pomeriggio e non abbiamo concluso niente!
Beh, almeno avete visitato Roma! :-)
(scusa, ma la battuta era irresistibile!)
Più seriamente, mi dispiace che siete state così sfortunate. Ricordatevi che facendo le attività, avete capitoli in meno da leggere nel testo del corso. Cosa preferisci: passeggiare per Roma per 4 ore o studiare un testo noioso per 4 ore? Insomma, un po' di filosofia... Cmq la prossima volta andrà meglio, ne sono sicuro.
>Oggi, poi,. mi sono ammalata
mi dispiace
>sto a letto con la febbre ieri avevo 39 ora mi è un pò scesa ma è praticamente >impossibile che io riesca a consegnargli il lavoro per lunedì. Volevo >sapere che succede se non lo consegno entro lunedì dato che è l'ultima >lezione ufficiale e dopo ci sono gli esoneri?
non succede niente, solo che si accumulano i lavori. lunedì vi dò il Task 3 (una traduzione da fare). Semplice, non richiede trovare inglesi in giro, ma se tu avessi potuto finire il lavoro precedente, avresti potuto farla con più calma. pazienza..
cmq puoi consegnare sia l'intervista sia la traduzione il 24 aprile o prima se vuoi, anche tramite email.
>Io ho letto la sua >spiegazione ma sinceramente non mi sento all'altezza di affrontare una >conversazione di quel tipo con un perfetto sconosciuto che come dice >lei vorrà stare almeno 50 cm distante da me! Come faccio a chiedergli >cose così personali, e entrare nel suo mind-set sono sicura che >involontariamente creerei più di un misunderstanding con il mio >interlocutore e come posso risolverli spontaneamente se per risolvere il >critical incident tra lei e Francesca c'ho pensato 4 giorni e neanche è >andato un gran che bene? Io sono sicura che quando lui/lei mi vedrà >comportarmi così, non essendo spontanea nel formulare quello che dico >(perchè purtroppo a me ancora non viene così semplice esprimere dei >concetti in inglese a differenza di altri che invece hanno una fluenza e >una spontaneità che gli permette di fare battute!) insomma io credo che >questo lui e lei si stuferà presto di me mi vedrà come una perdita di >tempo e tra l'altro devo anche registrare il tutto!!!!!!!!!!!! >!!!!!!!!
Pensa un po', proprio al convegno alcuni mi hanno chiesto, quando parlavo delle mie lezioni, se non c'erano studenti restii a buttarsi in discorsi personali con estranei!!
Io ho risposto: "Sì, al primo anno... Consento che possono fare il lavoro in 2 o 3, una che fa domande, la più ardita, una che regge il registratore, magari una che osserva la dinamica -- in assenza di un videoregistratore è importante vedere il non verbale"
Ma torniamo a te. Sì, certo, ho notato più volte facendovi parlare in classe che non ti va di parlare al microfono e neanche senza, hai effettivamente difficoltà ad esprimerti in inglese. Ma c'è una facile soluzione: puoi chiedere ad Elisabetta di fare come ho indicato per gli studenti del primo anno. Lo accetto.
Lo accetto, seppure con rammarico -- e mica per me, bensì per te.
Vedi Pamela, tu hai 12 anni di studi di inglese alle spalle (fatte -- come sappiamo --in una scuola dove chi insegna l'inglese ha studiato solo letteratura e linguistica teorica all'università, quindi sa poco dei meccanismi della lingua viva... Quindi 12 anni che sono come 2 o 3 in Germania o in Francia.)
Ma 12 sono sempre 12! Più un mese di soggiorni all'estero! (Ho riguardato la tua scheda che hai riempito all'inizio del corso.)
A questo punto, perciò, dobbiamo chiederci cosa bisogna fare per sbloccarti. Mica facendo altri 12 anni di studi dello stesso tipo!
E nemmeno facendo un altro mese di corsi di lingua all'estero, dove passi la maggior parte della giornata in aula con altri stranieri a studiare... la grammatica, i vocaboli, insomma le cose che hai studiato per 12 anni. Non è questa la soluzione.
A mio parere la soluzione è quella di preparati BENE per passare un soggiorno all'estero ma non in una scuola di lingua, dove perderai il tuo tempo, ma nelle strade della città che visiti. E la parola BENE non vuol dire prepararti grammaticalmente, o non solo grammaticalmente. BENE vuol dire riuscire a scioglierti di più e, soprattutto, preparati etnograficamente. Io voglio prepararti ad andare in una paese di lingua inglese con la capacità di passare il tuo tempo a parlare con la gente per strada e nei pub e via discorrendo, consapevole dei meccanismi che regolano le vostre interazioni, capace di imparare dalle tue osservazione perché saranno più acute e più "scientifiche", insomma comme fanno gli etnografi nell'Amazzonia.
Come posso preparati a questo? Come posso scioglierti un po' qui in Italia e poi darti l'abitudine a parlare etnograficamente alla gente, cioè notando tutto, dal verbale al non verbale, dalle presupposizioni culturali dietro quello che dicono i tuoi interlocutori alle regole pragmatiche non scritte che applicano?
Mi sono posto questa domanda, sai, perché non sei mica l'unica in queste tue condizioni. Anzi, siccome Roma Tre e le altre università continuano a sfornare laureati in lingue alla Scuola, laureati che sanno la letteratura e la linguistica descrittiva ma non i meccanismi della lingua viva, la generalità degli studenti ha avuto insegnanti a scuola come i tuoi e quindi è nelle tue condizioni. Chi di più, chi di meno. (Chi di meno, se ha la fortuna di aver avuto un insegnante che si è aggiornata a spese proprie!)
Allora quale soluzione ho escogitato?
Al primo anno facendoti immedesimarti in un personaggio di tua scelta per cercare di "vivere" uno stato volitivo anglosassone. Al terzo anno facendoti riflettere su cosa bisogna notare in una interazione in lingua inglese per migliorare le tue capacità interattive.
E sia al primo che al terzo anno facendoti avere un contatto diretto, a Roma dove ti senti un po' più sicura che all'estero, con una persona di lingua inglese in una situazione che ti spaventa, certo, ma che puoi gestire meglio di un incontro non deciso da te per strada a Londra.
Mi stai dicendo che questa mia strategia non sta funzionando nel tuo caso. Hmm, mi dai da riflettere.
Può darsi che non funzioni nel tuo caso, ma debbo dire che molti altri mi dicono che si sentono come "sbloccati".
Secondo i principi del Mastery Learning, se il metodo è adeguato, allora è solo una questione di tempo -- come è normale, ognuno à diverso e tu hai bisogno di più tempo per scioglieri. E tempo non ne hai avuto. Se fai i conti, vedrai che hai avuto 16 lezioni con me in neanche due mesi il primo anno, e 10 lezioni con me in neanche due mesi il terzo anno. Beh, in un corso di laurea triennale in lingue, è un po' poco per sbloccare qualcuno che ha più resistenze degli altri. Anche se aggiungiamo le lezioni del secondo anno, hai avuto 5 o 6 mesi di lezioni in tre anni. Un po' poco per la materia che sarebbe quella tua principale.
Il problema è che non possiamo fare più lezioni di lingua perché bisogna fare le altre materie umanistiche imposte dai programmi voluti dal Ministero, ma inrealtà voltue dalle associazioni delle facoltà di lettere in Italia. Quindi non stai facendo una laurea in lingue ma una laurea in lettere, con l'aggiunta di lingue.
Se una persona come te ha bisogno di più tempo per sbloccarsi (ammesso che i miei metodi funzionano se c'è il tempo), allora sei fregata dai programmi che ti obbligano a limitare il tuo studio della tua lingua primaria a 5 mesi in tre anni di corso di laurea.
Hai capito perché ritengo che ci sarebbe da protestare?
Ma protestare ora non risolverà il tuo caso particolare. Possiamo vederci a ricevimento se vuoi fare altre ore di studio guidato nel laboratorio o facendo altre cose.
Per il compito 4 puoi fare come ho suggerito: fallo in coppia MA SENZA L'OBBLIGO DI PARLARE TE. Invece di due incontri (una gestita da te e una da Elisabetta), fa' un solo incontro in cui parla Elisabetta mentre tu gestisci il registratore soltanto. Perdi l'occasione per imparare ad affrontare un'estraneo quindi sarai meno preparata quando andrai all'estero ma non si può avere tutto nella vita. Intanto osservando Elisabetta qualcosa imparerai.
Va bene così?
P
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Pamela
04-09-2006
03:26 PM ET (US)
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Sono Pamela 2 la vendetta, volevo comunicarle alcune cose: ho letto le e- mail che ha mandato e ho visto il sito con le spiegazioni relative al task3 che non ho capito se è veramente 3 o 4! spiego la mia situazione. Mercoledì ho trascorso tutto il pomeriggio con Elisabetta , a provare a individuare quel tipo di inglesi che lei ha indicato tanto bene sul sito..... siamo andate nelle 2 librerie indicate da lei nella lista, nella Lion Bookshop c'era solo la commessa italiana, e alle 17,00 era completamente vuota, siamo andate nell'altra che lei ha indicato ma era chiusa per inventario, e in un altro luogo da lei indicato (ora non ricordo il nome) abbiamo trovato un negozio di vestiti invece della libreria. Ammetto che poi ci siamo trovate davanti 1 delle chiese da lei indicate ma non ce la siamo sentite di entrare. Ci siamo allora fermate a Trinità dei monti sulla scalinata, ma non abbiamo trovato persone disponibili a conversare con noi perché quasi tutte facevano parte di gruppi che hanno 5 minuti per riposarsi e poi devono di nuovo seguire la guida che riprende a spiegare! Insomma è passa to un pomeriggio e non abbiamo concluso niente! Oggi, poi,. mi sono ammalata sto a letto con la febbre ieri avevo 39 ora mi è un pò scesa ma è praticamente impossibile che io riesca a consegnargli il lavoro per lunedì. Volevo sapere che succede se non lo consegno entro lunedì dato che è l'ultima lezione ufficiale e dopo ci sono gli esoneri? Io ho letto la sua spiegazione ma sinceramente non mi sento all'altezza di affrontare una conversazione di quel tipo con un perfetto sconosciuto che come dice lei vorrà stare almeno 50 cm distante da me! Come faccio a chiedergli cose così personali, e entrare nel suo mind-set sono sicura che involontariamente creerei più di un misunderstanding con il mio interlocutore e come posso risolverli spontaneamente se per risolvere il critical incident tra lei e Francesca c'ho pensato 4 giorni e neanche è andato un gran che bene? Io sono sicura che quando lui/lei mi vedrà comportarmi così, non essendo spontanea nel formulare quello che dico (perchè purtroppo a me ancora non viene così semplice esprimere dei concetti in inglese a differenza di altri che invece hanno una fluenza e una spontaneità che gli permette di fare battute!) insomma io credo che questo lui e lei si stuferà presto di me mi vedrà come una perdita di tempo e tra l'altro devo anche registrare il tutto!!!!!!!!!!!! !!!!!!!!
Help me !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Pamela
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PB
04-08-2006
08:24 AM ET (US)
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ciao,
facciamo lezioni. il preside ha autorizzato la sospensione per i docenti che vogliono sospendere (poniamo la maggior parte dei loro studenti sono impegnati nello scrutinio). ma nel nostro caso, è l'ultima lezione: poi gli esoneri ma non contano come lezioni e molti li abandoneranno. poi comincio con il corso del secondo modulo.
per cui non sospendo domani e confermo che i due giorni per gli esoneri sono facoltativi e non conteranno come assenze.
se tu vedi un'altra soluzione, riscrivimi!
ciao
p
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Martina
04-08-2006
08:21 AM ET (US)
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sono Martina. Lunedi causa elezioni ci sara interruzione della didattica, ma tu farai lezione? Grazie! Buona giornata
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PB 
02-26-2006
10:08 PM ET (US)
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Welcome! Use this Message Board to discuss among yourselves the questions we raise in class, to prepare homework assignments, to organize your group meetings. (You can also write to me.) -- PB
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