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Topic: Boudoir chez Madame
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Madame DefargePerson was signed in when posted  1
11-20-2003 11:54 AM ET (US)
Deleted by author 11-21-2003 05:14 AM
momo  2
11-20-2003 06:22 PM ET (US)
Devo prendermi cura del mio privato. E’ ora. Devo finire il solito goccio di whisky e dare aria alla camera, devo attaccare cartoline d’epoca francesi in bianco e nero sulle ante dell’armadio per dare quel tocco, devo darmi un’aria seria di scienziato bohéme, mettermi in pari con lo studio, accorciarmi i capelli di quel poco che fa, così, per le tante volte che mi capita di passare con la sigaretta davanti allo specchio. Devo finire un buon libro che avrei dovuto leggere tanto tempo fa. Devo imparare a farmi scivolare addosso qualche scorno e qualche ricordo di troppo. Devo andare a un concerto di musica classica, poi a uno di musica post-rock, poi a uno di musica. Metterei bucce di mandarino sul fornello se solo non mi ricordassero tanto casa. Devo invitare amici a cena come lo scorso inverno. Mettere su Gainsbourg, che ho appena comprato. In ritardo. Devo studiare il francese e il portoghese. Devo trovare una riunione a cui andare e pensare che cosa votare. Devo leggere il giornale tutti, ma proprio tutti, i giorni. Devo ascoltare una pila di cd, vedere uno scaffale di film, imparare le frequenze delle radio. Devo studiare il privato degli altri, impararlo e dimenticarlo. Devo scrivere una lettera, con la stilografica. Devo smetterla di guardare fuori dalla finestra, che la piazza non la si vede più nemmeno da così vicino, e la scrivania è piena di libri.
Devo ricordarmi di fare qualcosa come lo facevo tanto tempo fa.
Devo ricordarmi di riempire alcuni quaderni bianchi.
Devo ricordarmi di fare qualcos’altro.
Devo ricordarmi di scrivere a un amico a Parigi.
Devo cucinare qualcosa per la mia ragazza.
So quello che faccio.
cragno  3
11-20-2003 07:15 PM ET (US)
chez madame si può parlare liberamente?
no, perchè ultimamente ho frequentato postacci con tenutarie acide come vecchie zittelle.
e poi ce l'avevano anche piccolo
Madame DefargePerson was signed in when posted  4
11-21-2003 07:59 AM ET (US)
Edited by author 11-21-2003 02:52 PM
Ripetere l'errore, all'infinito, mi raccomando, per convincersi e convincere che sia cosa buona e giusta.

Regalino delle 21, di un brutto venerdi' sera:

Se mi perseguirete,
Avvisate i vostri gendarmi
Che non sarò armato
E che potranno sparare.
momo  5
11-22-2003 04:49 AM ET (US)
Edited by author 11-22-2003 05:00 AM
Continuo a prendermi cura del mio privato. Ho dato l’aspirapolvere, nascosto i panni sporchi, lavato i piatti. Ho ascoltato un buon cd, così ne potrò parlare. Ho sistemato i libri sugli scaffali. Sono tantissimi, oppure è la stanza che è piccola. Comunque, ne ho letti pochissimi. Li ho sistemati perché si vedesse la geografia schizofrenica dei miei interessi malcoltivati. Una pila sulla filosofia della matematica, ma staccati quel tanto dal muro da intravedere il manifesto dissacrante della festa della schiuma. Sopra ho messo in bella vista un manualone di neuroscienze. Che non leggerò. Di fianco, Hornby, Kant, Allen e Flaubert, come in un circo schizoide, messi a sandwich tra un plico di fotocopie, il programma del Social Forum e il Sole24Ore. Sotto, grigio su bianco, cartolina d’epoca, con fisarmonica in un bistrò di Parigi. Un'altra, più ad effetto, la si vede dritta appena entri. Farai un'espressione seria.

Quando entri potrai vedere qualche cd. Li ho messi lì per te. Quelli nel raccoglitore bislungo, in fondo, li hai già visti, e allora li tengo dietro la porta. Gli altri li vorrai ascoltare, lo so, appena li vedrai. Forse avrai una piega snob della guancia prendendo in mano Vecchioni, che non hai mai ascoltato, lo scanserai come altre volte, e io, in fondo, sarò quel cd, e ti maledirò di non capire la mia musica.
Ho tirato appena la tenda blu, sgualcita, ho rifatto il letto e le sue lenzuola blu, come la tenda, come altre lenzuola.
Ho nascosto la lettera di un’altra, perché non faccio giochini, io, ma l’ho lasciata sporgere solo di quel tanto che si veda il francobollo.
Ho messo in bella vista un quaderno di carta fine, sai che mi piacciono.

Non sono uno che da’ soluzioni io. Ho imparato a formulare bene i problemi. Il problema. E non è poco. Ho imparato a formularlo con tutte le facce a disposizione in una scala reale, colpirlo di fioretto ai fianchi, affrontarlo di petto, farlo decantare in una di quelle caraffe larghe alla base, ripiegarlo come un origami con la figura che più ti seduce, a seconda dell'occasione, aggiungere o togliere un pizzico di sale e una spezia un po' rara che viene da lontano, perché si capisca che è sempre una portata nuova e si capisca che è sempre la stessa. Ho imparato a mettere i puntini sulle i, io.

A volte guardo il mio problema. Mi sono assunto responsabilità tangibili, ho imparato a dire cose difficilissime da dire. Io.

Mi sono svegliato, col mio privato rassettato e imbellettato. Caffè, e come da promessa, il giornale. San Petronio nella nebbia, che non se ne va. La solita fisarmonica da strada che strazia Besame Mucho. Devo ricordarmi di lasciare qualche centesimo.

Devo ricordarmi di proporre alcune modifiche al regista.

Devo pensare a cosa votare alle politiche e alle amministrative.

Ti dovevo preparare qualcosa da mangiare, ieri sera.

Ma siamo andati al greco.

La pila dei cd sta già facendo la polvere.
Dovrò spostarli.
Madame Defarge  6
11-22-2003 06:41 AM ET (US)
Non mi risulta di essere stata al greco, ieri sera, ma forse mi hai dato davvero alla testa. Quanto alla tua stanza, alle tue fisarmoniche, ai cidi' e ai manuali di neuroscienze, mi sarebbe piaciuto vederli in disordine, come stavano cinque minuti prima che tu mi pensassi, perche' potrei adorare il bazar o la geologia delle tue giornate, non e' scontato che ami la coreografia che hai scelto per amarmi. Quella la ami gia' tu - e mi ci ami dentro, come una cosa meravigliosa da sistemare tra Vecchioni e il programma del forum.

Anch'io mi prendo cura del mio privato, sin troppo, non vedo che quello, ma non sono mai riuscita ad accendere i fari sulle strade che imbocca. Spesso mi sono ritrovata a dirti che mi ero persa, che forse era meglio se scendevi. Tu potrai farti una sgambata, nella nebbia di una campagna, coi geloni alle dita e male forte in fondo allo stomaco. Poi riaccenderai i fari. Io rimarro' con la mia labirintite, a prendere strade che fanno girare il mio privato in tondo, come un cane impazzito.

Prova a fare una cosa: sistema la stanza come se non dovesse entrarci nessuno. E' impossibile, lo so, ma fai conte che quel "come se" possa diventare il tuo trascendentale, quello che non e' mai, ma verso il quale, per approssimazione, si consuma l'educazione dei tuoi umori e delle voci che senti al mattino, quando sei ancora addormentato ma il cervello comincia a rodare. Credo che sia importante.

Altrimenti, anche quando entrero' nella tua stanza e ci vedro' il maggior numero possibile delle cose e dei significati che ci hai messo dentro, rimarrai deluso e continuerai a riordinare stanze nell'attesa disattesa che ci entri qualcuno capace di rimettere al suo posto la matita che hai messo di traverso per verificare la vostra affinita'.

Credimi, e' pericoloso. Se il senso divento io, ma nelle mie scostanze e nelle peregrinazioni, se tu diventi quel senso, ti cons-danni per tutta la vita alla ricerca di scostanze e peregrinazioni. Che non e' bello e fa anche un po' cazzone.
momo  7
11-22-2003 08:32 AM ET (US)
Sai, ci avevo pensato. Ci penso sempre sù, prima di fare le cose. Hai un bel da dirmi, poi, che penso troppo. Ormai me l'hanno ripetuto come le tabelline, non fa più effetto.
Sai, ci avevo pensato. Ci sarebbero state coperte sgualcite, gatti di polvere che poco poco si mettono a miagolare, libri sparsi a casaccio.
Quello sarei stato io, lo so.
Ma dovevo fare le pulizie, era un venerdì che passavi di qua, e mi son detto che per troppo tempo avevo fatto come se non dovesse entrarci nessuno, in quella stanza. Sarà stata l'abitudine, quella vecchia voglia di piacerti che ormai non sbandiero più. Resta la mia camera, i cd sarebbero stati impilati lì comunque, le cartoline le ho messe perché sono le tracce nostre e ora solo mie, sarebbero state lì comunque, avrei sistemato libri e panni sporchi proprio come ogni giorno, proprio come se ogni giorno tu dovessi passare di qua.
Non è belletto, in fondo. E' un'abitudine che ho inventato col tempo, che ho smontato, dimenticato, e ripreso senza farci caso, perché è quella che mi è più naturale.
E forse mi ripeterai che è coreografia quella che offro, forse tornerai a ripetermi che non è quella coreografia che puoi amare.
Ma a parole, te l'ho dimostrato, poi, al greco, e prima, e mentre il treno partiva, come in un altro film d serie b, e io a qualche binario di distanza ti guardavo partire e rispondevo a chi mi chiedeva una sigaretta, come se fossi Bogart, la mia, di sigaretta, accesa al bordo della bocca, e rispondevo, senza nemmeno girarmi indietro, "guarda, è un bruttissimo momento".
Ma di treni partire se ne son visti a stormi, oramai, e come in deja-vu, come in quei caleidoscopi coi disegni che girano e girano e girano, oramai son caricature.
Ma a parole, poi, te l'ho dimostrato.
Quanto ai fatti, non me ne hai dato il tempo.
Sai, ci avevo pensato.
Ma poi...

Ripetere l'errore, all'infinito, per convincersi e convincere che sia cosa buona e giusta.
cragno  8
11-22-2003 08:46 AM ET (US)
non so perchè, ma mi sento di troppo anche qui.
leonardoPerson was signed in when posted  9
11-23-2003 05:30 PM ET (US)
scrivete troppo, non vi tengo dietro.
La gente non dovrebbe scrivere così tanto, a parte me.
Domani sistemerò ogni cosa

(me ne sono accorto giovedì sera alla casa della pace, ho avviato il compu-trattore della Casa della Pace, e nei fevoritz c'era ancora defarge: ho cliccato... m'è venuto un colpo).
cragno  10
11-24-2003 05:10 PM ET (US)
rivalutare la figura del disertore?
se lo scrive il manifesto...

http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archi...mbre-2003/art7.html
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