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Enzo Baldoni
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05-31-2003 06:37 AM ET (US)
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Edited by author 05-31-2003 08:30 AM
Bene, adesso avete anche la possibilità di dire la vostra su Cuba Enzo
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Messages 2-7 deleted by topic administrator 06-11-2003 03:23 PM |
| Nico Tanzi
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06-03-2003 05:07 AM ET (US)
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Che tristezza davvero, quel Guevara di cartapesta nel museo de la revoluciòn... Qualche anno fa ho avuto modo di passare una mezza giornata con "Benigno", compagno di strada del Che, forse l'unico (o fra i pochi, non ricordo) a sopravvivere alla Bolivia. Lo avevamo invitato per rievocare quell'avventura, tanti anni dopo, per parlare dei sogni di allora e della Cuba di oggi. Benigno è un uomo commovente nella sua semplicità. Non ha mai pensato di essere un eroe, nessuna retorica gli appartiene. Non è piacevole, per gente come noi vissuta nel mito del Che, sentire il suo giudizio sul Comandante. L'Espresso titolerebbe così: "Il Che? Un pazzo esaltato alla ricerca di una bella morte gloriosa". È vero, le sue parole non erano così forti. Ma il suo sguardo lucido, mentre cercava il modo migliore per descrivere gli avvenimenti di allora, i giorni fatali in Bolivia, non lasciava spazio al minimo dubbio. Con buona pace - e definitiva, per quanto mi riguarda - dei nostri cuoricini teneri di ex giovani rivoluzionari da salotto.
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| Sandro
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06-03-2003 10:05 AM ET (US)
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Caro Enzo, ti dirò una cosa che mi raccontava Diego, uno degli autisti che ogni tanto facevano servizio per la scuola di cinema di S. Antonio de Los Banos, ex pilota di Mig nelle guerre che i cubani hanno combattuto in Africa, , coetaneo di Che Guevara, e che all'epoca faceva parte del ristretto gruppo di uomini a disposizione di Guevara 24 ore su 24 come guardia personale. Diego, dopo che eravamo entrati in confidenza perchè chiamavo sempre lui, e dopo una buona dose di Rum, mi disse più o meno: "El Hombre estava paranoico. Non si fidava di nessuno. Era maniaco delle armi. Fijate que soffriva di insonnia , e andava in giro a fare agguati alle sentinelle, per vedere se stavano in allerta. Gli sparava addosso. Ogni tanto ne feriva qualcuno, che poi spariva e non si vedeva più.
Gli dissi che mi ricordava il baffuto capitano Monesi, dell'8° reggimento Lancieri di Montebello, che di notte amava fare le improvvisate ai piantoni, col colpo in canna, o li assaltava con la baionetta. A differenza di Guevara, Monesi prese una vassoiata d'acciao in testa da tale Cocuzza, napoletano con qualche lieve precedente penale addetto alla sala mensa, e finì la sua carriera su una sedia a rotelle, pensionato dello stato.
Lui scoppiò a ridere e mi disse, più o meno: "Guarda com'è buffa la vita. Se questo stronzo del tuo capitano coi baffi nasceva a Cuba, magari diventava eroe nazionale".
Sandro
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| Agostino
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06-03-2003 01:49 PM ET (US)
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Sono bellissime le storie cubane di Enzo. Io poi ho un debole per cuba, e per la habana in particolare. Ci ho passato giorni bellissimi anni fa, con mia moglie e amici del luogo. Però ogni volta che ci penso, ne leggo, ne parlo, sono invaso dalla solita tristezza. La tristezza che deriva dalla consapevolezza che il modello americano è lì per arrivare, inesorabile, questione di tempo. E quindi metà dei cubani, quelli più furbi, più intreprendenti, potranno mettersi in proprio, fare i bissniss, costruire i club vacanze e i mcdonalds e l'altra metà, sarà esclusa, ben che vada serva (o secondo il modello liberista che va oggi, schiava), comunque simile alla plebe stracciona e terzomondista che popola il caribe occidentalizzato, tipo santo domingo o portorico. Manodopera per la mafia e il narcotraffico o zombies ciondolanti con la bottiglia in mano a pietire "un dollaro, senor, por favor". Sanità e scuola per tutti saranno tagliate per dare "più libertà alla libera iniziativa privata". Vorrà dire che metà cubani le avranno e metà no. E' il progresso baby, è la libertà. Magari qualcuno, tornato da Miami, inizierà a far revisionismo storico sulla lotta alla corrotta dittatura di Batista. Anzi, sicuro, i "bei tempi di Lucky Luciano, dei Casinos e della CIA. Che belle fighe, allora, che vita, che lusso. Il povero vecchio barbuto che fucila la gente nell'isola della revolucion non era comunista quando liberò Cuba. A diventarlo, a finire in braccio ai russi, lo spinsero a calci e tentativi d'invasione gli Usa. Dopo la rivoluzione gli rifiutarono il visto per new york, eppure l'Avana era piena dio simpatizzanti americani, scrittori, registi. Non so, è la stessa tristezza che sentii quel giorno a Berlino mentre cadeva il muro. La gente rideva e ballava, ma si sentiva che dietro l'angolo c'erano mafia, povertà, nuovi ricchi, puttane e guerre civili. Disgregazioni e terrorismo. Come in jugoslavia. A volte il pugno di ferro di un uomo non è la cosa peggiore, se serve a soffocare stupide e barbare faide tra etnie per motivi religiosi o linguistici. Non so spiegarmi bene. E' solo una sensazione. Cuba fra qualche mese, o anno, sarà "libera". Ma da quel momento io non ci tornerò più.
Ago . . .
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Messages 11-12 deleted by topic administrator 06-11-2003 03:23 PM |
| elisa cifiello
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06-03-2003 03:44 PM ET (US)
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Quando sono stata a Cuba ero sposata da poco e incinta di quattro mesi. E' stato un viaggio bellissimo. Ho trovato quello che cercavo: un posto che mi ha accolto. Ero partita con un all inclusive e mi sono ritrovata a chiedere passaggi ai camion per girare l'isola. In albergo tornavo solo a dormire. Durante la terza settimana ho preso seriamente in considerazione l'eventualità di non tornare. A proposito della santeria vorrei aggiungere che aiuta ad esplorare i lati oscuri, non li respine come fa la religione cattolica: è liberatoria e ti rende potente per questo. Ne ho avuto esperienza. Baci Elisa
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06-04-2003 05:14 AM ET (US)
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Deleted by topic administrator 06-11-2003 03:23 PM
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| Enrico
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06-05-2003 04:23 AM ET (US)
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Caro Enzo, queste tue note da Cuba sono bellissime, me le leggo la sera con calma e rifletto. Sei bravissimo; grazie, sinceramente.
Certo che e' mille volte mille meglio avere un sogno, e che diavolo. Come e' meglio morire in piedi che vivacchiare in ginocchio (lo diceva Dolores Ibarruri, la compagna spagnola, tra l'altro).
Ma e' anche molto bene inseguire tenacemente la verita', non volgere lo sguardo per non vedere i mali di famiglia. I vecchi filosofi, a cominciare da Socrate, ce lo hanno detto e cercato di insegnarlo.
Prossimo viaggio che dovrestii fare, la Cambogia: li' non e' mai stato fatto alcun processo agli Khmer rossi che hanno fatto uno dei piu' orrendi, demenziali e atroci genocidi del secolo. Oggi le vittime convivono con gli antichi torturatori, in una atmosfera da incubo mai risolto. Eliminato Pol Pot, il pazzo sanguinario "fratello n1", tutti gli altri sono ancora la'. I Cambogiani non sognano, e non dormono sonni tranquilli.
Bon; buon vento fratello narratore, ti saluto caramente,
hasta siempre,
el tio
>Scrive Enzo Baldoni :
>Meglio aver avuto un sogno o non averlo mai avuto?
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