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Topic: Il Forum del Contropollo
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leonardoPerson was signed in when posted  848
05-31-2003 09:51 AM ET (US)
Tutto bene, Delegislator. Basta che tu non pretenda poi di votare un referendum della repubblica italiana.
il delegislatore  849
05-31-2003 02:09 PM ET (US)
lo voto finchè mi pare.
livefast  850
05-31-2003 06:19 PM ET (US)
io non voto fino a che non mi pare, oppure voto fino a che mi pare non parermi, o forse mi pare che non voti fino a che mi pare che mia paia che io voti. o non voti. devo ancora decidere. deciderò. quando mi pare.
cragno  851
05-31-2003 09:02 PM ET (US)
complimenti comunque a livefast: l'autore di quelle parole, per quanto leggermente tradotte in prosa, non è Hegel, ma un suo seguace della cosiddetta sinistra hegeliana: Max Stirner (johann kaspar schmidt)
non sono ovviamente d'accordo sulla frase:
Lo stato però non esiste al di fuori degli individui che lo compongono, i quali ne formano, se lo stato è democratico, la volontà
queste parole volevano comunque essere solo uno spunto.
mi è venuto in mente stirner dopo aver letto l'intervento di giuseppe:
Se, diversamente, si attribuisce al lavoro una funzione strumentale alla produzione di beni e servizi da immettere in un libero mercato, al referendum si dovrebbe votare no. Questa concezione postula l’idea che lavorando bene per datori di lavoro soggetti alle regole della libera concorrenza si contribuisca al buon andamento dell’economia ed al diffuso miglioramento delle condizioni generali.
Stirner incitava infatti gli individui a non cedere a questo ricatto che viene sempre riproposto da chi ha in mano capitali e potere. Incitava ognuno a far prevalere il proprio egoismo e a non "depotenziarsi" in funzione dell'interesse generale. L'egoismo individuale è infatti puro per Stirner: in sostanza se ognuno ha il suo non si fa male nessuno.
graz online  852
06-01-2003 10:01 AM ET (US)
augh
delio  853
06-01-2003 01:03 PM ET (US)
Edited by author 06-01-2003 01:04 PM
io non credo che ginevra sia un tema rimosso: anzi, credo che i meeting di mera protesta (tipo ginevra e, concedetemelo, in parte genova) siano molto piú pompati dai media di altre esperienze ben piú profonde, come firenze. detto questo, la cosa davvero preoccupante, se vogliamo, è che le proteste compaiano sulla prima pagina di repubblica, ma (per esempio) il sito americano della cnn le ignori COMPLETAMENTE - mentre il n.y.t. riporta soltanto la preoccupazione per gli scontri. non ci sarebbe da riflettere sul perché ormai non si riesca piú ad attraversare l'atlantico, con le nostre idee?
Davide Pocobene  854
06-02-2003 07:29 AM ET (US)
non sono il solo a bloggare cuba

http://kubakuba.splinder.it
cragno  855
06-02-2003 10:39 AM ET (US)
Edited by author 06-02-2003 10:40 AM
Lo strano caso di Guantanamo:

secondo Slate, Camillo e 1972 i detenuti ingrassano
Torture, a Guantanamo si ingrassa
http://www.ilfoglio.it/camillo/
http://slate.msn.com/id/2083612/

secondo i militari tentano il suicidio
Also yesterday, the military revealed that there had been two more suicide attempts among the detainees over the past 10 days, bringing to around 27 the number of such instances.

secondo Amnesty è uno schifo
http://web.amnesty.org/library/index/engamr510782003
delio  856
06-02-2003 10:57 AM ET (US)
Edited by author 06-02-2003 11:08 AM
bravo cragno, camillo si può ancora linkare, ma 1972 no! mai! (e dico sul serio)

ps l'articolo di slate vale davvero la pena di essere letto. un articoletto di costume che neanche il messaggero a ferragosto, però sulla pelle dei detenuti.
delio
leonardoPerson was signed in when posted  857
06-02-2003 05:26 PM ET (US)
perché non si può lincare 1972?

E' un sito che ha un suo stile, una sua verve, dà anche notizie interessanti (è uno dei pochi che parla del Congo). D'accordo, sembra sempre incazzato con qualcuno, però è un blog lincabilissimo. Avercene.

Quanto ai prigionieri ingrassati, io volevo titolare Non s'ingrassano così anche i pollastri, poi ho lasciato perdere, mi sembra osceno litigare su gente che sta male (anche se farabutti, sia chiaro).

Le gabbie di Guantanamo le abbiamo viste tutti, sappiamo che se piove lì prendono l'acqua, sappiamo che non escono, nell'articolo di Slate c'è perfino il parere di uno psicologo che spiega che ingrassare può essere un sintomo di disagio (però è verso la fine del pezzo, quando di solito la curva dell'attenzione di Camillo è già precipitata). E allora? E allora niente. Ingrassano, quindi stanno bene. America is wonderful, wonderful, wonderful.
Gabriele  858
06-02-2003 11:45 PM ET (US)
Edited by author 06-03-2003 12:08 AM
Causa Shock finale di Champions sono rimasto fuori dal mondo, internettiano e non, per qualche giorno.
Ovviamente la sorte si è accanita contro di me in un modo subdolo e sproporzionato: facendo cancellare tutto il database di QuickTopic.
Mi sono perso qualcosa.
Mi sono anche perso Leonardo che dice cosa voterà al referendum sull'art.18?
Mi pare d'intuire che voterà no?
Un brivido mi percorre la schiena.
Mah.

Giuseppe ha detto: "Se si attribuisce al lavoro una funzione prevalentemente sociale; ossia si considera il lavoro come occasione di produzione di reddito per il lavoratore, indipendentemente dalla qualità e dalla quantità del lavoro svolto, ovviamente al referendum si dovrebbe votare si. In seguito, però nessuno si lamenti del lavoro nero."

Per quanto sia molto ben scritta, non la condivido.
é la versione raffinata di "la verità? la verità è che non hanno voglia di fare un cazzo. si: un cazzo. vogliono lo stipendio pronto tutti i mesi, ma non vogliono lavorare e quel poco che fanno lo fanno male. stanno lì a perdere tempo mentre tu ti fai un culo così per mandare avanti l'impresa e se ti azzardi a dirgli qualcosa ti aprono pure una vertenza, gli stronzi."
In sostanza Giuseppe, con la dovuta eleganza afferma che se si pensa che tutto questo sia giusto e che gli "stronzi" debbano continuare a non fare un "cazzo" e se ne è così convinti che si ha l'intenzione di blindare ancora di più la loro posizione di privilegio allora si dovrebbe votare Sì.
Mi devo rimettere a fare la tirata sui diritti dei lavoratori? no sono le 5.44, meglio andare a dormire.


P.s. Mio nonno è stato male negli ultimi mesi. Aveva un cancro allo stomaco. Gli è stato diagnosticato per caso, la cosa era urgente, bisognava operare, bisognava togliere tutto lo stomaco e adattare parte dell'intestino a fare da stomaco. Ma si doveva farlo presto.
Al Gemelli a Roma si poteva fare questa operazione, ma c'era da aspettare, c'era da fare la lista d'attesa e mio nonno ha avuto paura, ha voluto pagare per farsi operare, sempre al gemelli, ma subito.
Mio nonno prende 516 euro di pensione, come silvio aveva promesso, mia nonna, sua moglie, ne prende ancora 430, non proprio come silvio aveva promesso ma fa nulla.
L'operazione con la degenza compresa di tutto gli è costata 10 mila euro e mia zia di milano ha detto che l'hanno trattato bene, un bel prezzo.
é stato ricoverato per 21 giorni e aveva la stanza tutta per sè, con il telefono fisso, lettino per mia nonna vicino a lui in modo da essere sempre assistito, infermieri gentili e umani che erano sempre presenti, premurosi e che quando è stato dimesso si sono anche commossi e gli hanno dato quasi tutti il bacetto.

Sono passati tre mesi e le cose non vanno tanto bene: quel bastardo dell'intestino non vuole proprio saperne di mettersi a fare lo stomaco e non fa nemmeno bene il suo mestiere, non assorbe le proteine e il resto dal cibo che gli passa attraverso.
Tre giorni fa mio nonno è svenuto e l'abbiamo portato all'ospedale, quello del nostro paese, piccolo e completamente gratis.
Gratis comprese le lenzuola che si è dovuto portare da casa perchè mancavano, compresi gli infermieri molto meno premurosi che lo spostano con impazienza (quando credono di non essere visti), comprese le flebo di proteine prescritte dal medico che non gli vengono fatte perchè sono chiuse nel magazzino sotto ispezione della Asl e che mio padre gli ha procurato parlando con un infermiere, un altro, uno "amico di famiglia".

Tutta questa menata per dire cosa?
Per dire che la sanità privata (o "pubblica" a pagamento) funziona benissimo. Quella pubblica aggratisse un po' meno.
Ma magari voi lo sapevate già, anche io lo sapevo già, ma quando lo vedi con i tuoi occhi lo percepisci diversamente. Ti diventa reale tra le mani e non è una bella sensazione.
Il Griso  859
06-03-2003 04:16 AM ET (US)
Per Gabriele: capisco perfettamente (come capisce chiunque sia passato per un'esperienza simile). Hai tutta la mia solidarietà (per quel che vale). Per Leo: ehm, Prof., capisco la licenza poetica e tutto, ma le banche non si "rubano", si rapinano o si svaligiano (cioè, non si dovrebbe fare neppure quello, ma insomma...). Ovvero: se correggi l'uso del verbo 'saccheggiare' a Camillo, poi aspettati che qualcuno faccia le pulci anche a te. Scratch-scratch...
Giuseppe  860
06-03-2003 06:42 AM ET (US)
Per Gabriele. Anche io esprimo la mia solidarietà. Purtroppo nella mia famiglia si sta verificando una situazione speculare a quella che hai descritto. La persona a me cara ha avuto la fortuna di trovare un sanitario di una struttura pubblica che ha preso a cuore il caso -anche per la sua evidente urgenza- ed ha trovato il modo di ridurre i "normali" tempi di attesa e di esecuzione degli esami, lavorando e facendo lavorare altri fuori orario. Il tutto, tengo a sottolinearlo, senza nessun incentivo economico. Come persona sono gratissimo a questo operatore della sanità; ma come cittadino sono amareggiato, se penso a tutte le persone che in ogni campo della PA, ma amche del settore privato, si trovano di fronte a soggetti che si recano al lavoro solo per timbrare il cartellino. Personalmente, se mi fossi sempre affidato alla sanità pubblica, sarei già morto. E non sto scherzando. Da cosa dipende il divario Sanità pubblica - sanità privata ?. La risposta spontanea è quella attenta all'aspetto retributivo: il privato paga meglio e spesso rende possibile l'evasione fiscale; mentre il pubblico paga meno e con ritenute fiscali alla fonte.
Stiamo parlando, però, di medici ed infermieri non di ripartori di elettrodomestici (con tutto il rispetto per l'utilissima categoria).
Credo che manchino il senso di responsabilità e la consapevolezza di appartenere a qualcosa di più grande del nostro piccolo universo personale.
leo  861
06-03-2003 08:32 AM ET (US)
Edited by author 06-03-2003 08:41 AM
"rubato una banca"? Chi ha scritto "rubato una banca"? Io no. Io mai. Non è successo niente.

(Ciao Gabriele. Sul referendum io devo ancora decidere).

Allora, devo raccontare una cosa. Io sono emiliano, e non fidatevi di chi parla di "regione rossa". Il '48 è finito da un pezzo, però:
mio padre l'anno scorso è stato operato al cuore in una delle migliori strutture italiane. La struttura era privata, ma convenzionata. Non abbiamo pagato niente in più.

Non so se si può generalizzare, ma credo che in Italia ci sono zone dove il benessere esiste, e non è arrivato solo grazie anche al lavoro, ma anche grazie a un certo tipo di mentalità e di amministrazione (vogliamo chiamarla politica)?

Un'altra cosa. Siccome io sono figlio di mio padre, è ragionevole pensare che più o meno tra 30 avrò lo stesso problema che aveva lui. Pensate che nel 2033 esisterà ancora nella mia città una clinica privata convenzionata? Per come stanno andando le cose, penso proprio di no.
cragno  862
06-03-2003 08:47 AM ET (US)
Edited by author 06-03-2003 08:47 AM
Michele Serra (su repubblica) e Leonardo (su leonardo) oggi parlano della stessa cosa, almeno apparentemente.
Secondo me vince leonardo.
Però dopo l'ultramoderato Serra e il moderato leonardo, un estremista ci vuole:

(è di qualche annetto fa, ma tuttora molto meritevole)

Quel che resta del vetro
..spacca tutto per bene!!!

E' una verità elementare che le vetrine siano state inventate per essere rotte: un diaframma frangibile, visibilmente frangibile, posto tra noi e ciò che ci può servire, o che possiamo desiderare.
Oggetti esibiti, a portata di mano, protetti da un nonnulla. C'è di che rendere desiderabile l'insulso, il superfluo, persino l'orripilante.
Poiché le vetrine sono state inventate per essere rotte, poiché non invitano ad altro che al saccheggio, poiché sbeffeggiano chi non osa soddisfare il proprio desiderio, poiché rendono patetico, lacrimevole come il famoso nasino schiacciato contro il vetro della pasticceria, ogni sguardo desiderante, per tutte queste ragioni ed altre ancora il fatto veramente straordinario, eccezionale, incomprensibile è che nonostante tutto questo le vetrine restino intatte. Come se un pesciolino indifeso attraversasse indisturbato un mare infestato di squali famelici.
Possiamo dunque avvicinarci ancora di un passo alla morale invetriata in queste parvenze del paesaggio metropolitano. Le vetrine sono state inventate per essere rotte, ma affinché non lo siano. Con la loro evidente fragilità intatta esse mettono in scena la potenza sconfinata dell'Ordine. Le vetrine sono l'esatto contrario delle banche, ma altrettanto inviolabili. Tentazione repressa, rispetto delle regole, timore della punizione, ogni vetrina che giunga intatta alla chiusura della serranda, o attraversi addirittura senza danno la notte della metropoli, parla di questo. Più che le merci le vetrine esibiscono l'inviolabilità dell'ordine attraverso cui esse circolano. Le vetrine intatte e piene sono la prova più eloquente della stabilità dell'ordine costituito.
Ecco perché non può darsi alcuna seria aggressione all' ordine costituito , alcuna sensata protesta che, in un modo o nell'altro, guardi oltre le compatibilità di sistema, nessuna presenza di piazza capace di denunciare una qualche iniquità, nessuna volontà radicale di trasformazione, che possa lasciare intatte le vetrine nella loro fragile, beffarda potenza. Il casseur è l'interprete appassionato, disinteressato, autentico, di questa elementare verità. Rompere per rompere casseur di nome e di fatto, non ha altri obiettivi, non intende punire nessuno, se ruba lo fa distrattamente, senza interesse e senza passione, non si batte nè contro "il consumismo" né a suo favore, ha "rotto", semplicemente, percepisce che se quelle vetrine rimanessero intatte non sarebbe successo nulla. Il casseur capisce il linguaggio della vetrina e lo parla a sua volta, intende il linguaggio dell'Ordine e lo contraddice. Certo non è la rivoluzione, ma senza di lui non ci sarebbero rivoluzioni.
Sul Kurfuerstendamm, negli anni '60, sui larghi marciapiedi del corso berlinese, troneggiavano famose cubiche vetrine, infinite volte distrutte, infinite volte ricostruite. Non servivano ad esporre la merce, erano una sorta di barometro dell'ordine sociale.
il Griso:  863
06-03-2003 09:40 AM ET (US)
Per Cragno: immagino che, seguendo lo stesso ragionamento, le donne esistano proprio per essere stuprate, soprattutto se "la" mettono in vetrina con la minigonna e/o la maglietta sopra l'ombelico. Ma forse sono io che ho un'etica e un'estetica distorte, visto che trovo una bella ragazza più desiderabile di un Rolex, ma non ricorro alla violenza per appropriarmi né dell'una né dell'altro... Per Leo: ah, vabbé, vedo che al MiniVer vi addestrano bene. Però vedo anche che il tuo revisionismo si limita alla grammatica. Rimane infatti quella sciocchezzuola dell'apologia di reato, ma visto che sono per il First Amendment te la lascio dire tranquillamente. Solo che se poi beccano un simpatico sfasciavetrine brechtiano assolutamente-estraneo-al-movimento e gli trovano, nella tasca della felpa nera 'da infiltrato', una copia del tuo post (sia nella versione "rubata" che "derubata", poco cambia: ai Black Bloc, quando sentono la parola "grammatica", la mano corre istintivamente al sampietrino), che fai? Ti assumi la responsabilità morale, o ti trinceri dietro il blog-senza-dignità-di-cognome-ma-che-sta-sull'elenco? O dichiari sdegnato che se quelli non capiscono Brecht non è mica colpa tua? Ah, per finire, la questione della mia linkabilità o meno me la apro e me la chiudo da solo: chi fosse interessato alle (altre) fregnacce che scrivo, le troverà qui: http://space.tin.it/io/gdekker/giampaolo/index.html
Scusate la verbosità. E' che oggi mi girano e io mi sfogo così: almeno non rompo niente (fisicamente). Un saluto a tutti.
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